(ricevo trasversalmente e pubblico integralmente

) Breno 8 marzo 2007
Agli enti affiliati UCT
Sentenza Tram sul Golf di Monteggio – Lettera dell’UCT agli enti affiliati
Gentili signore, egregi signori,
per una vostra corretta informazione vi trasmettiamo alcune considerazioni in merito all’oggetto menzionato a margine.
1. Inattività dell’UCT. Di fatto, con l’incarto che vi ha trasmesso nei giorni scorsi, l’UCT non fa altro che dimostrare di essere stata alquanto inattiva sul fronte del Golf di Monteggio. La sua ultima presa di posizione degna di questo nome risale infatti allo scorso millennio (30 luglio 1999). A quel tempo l’UCT (presidente era Adelio Melera), probabilmente considerava una priorità l’impegno costante per la salvaguardia del territorio agricolo.
2. Diritto di ricorso e strategia dell’UCT. Anche se ci resta qualche dubbio sul fatto che l’UCT sia esclusa dalla possibilità di ricorso (infatti la legge recita testualmente: “Sono legittimati a ricorrere: ogni cittadino attivo nel Comune; ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno di protezione.”), nessuno pretende che in casi come questo sia l’UCT direttamente a interporre ricorso. Però è lecito attendersi che l’organizzazione di categoria sostenga attivamente chi è disposto a ricorrere. Questo significa non solo limitarsi a mettere a disposizione la copia di una lettera come ha fatto l’UCT, ma anche fornire appoggio giuridico, collaborare nella stesura del ricorso e assicurare pure una copertura del rischio del ricorrente. Infatti, per un ricorso a questi livelli (tribunale amministrativo), impostato per poter reggere fino al tribunale federale, le spese legali possono raggiungere facilmente anche i 10 mila franchi. Inoltre, sebbene in questo caso il ricorrente abbia vinto, il ricorso avrebbe potuto anche venir rigettato e al ricorrente sarebbero state accollate le spese di giudizio e le ripetibili. Se l’argomento è di grande interesse per tutto il settore agricolo, vi sembra giusto che tutte queste spese e i relativi rischi vengano assunti esclusivamente dal ricorrente? Non è una strategia vaga e superficiale quella dell’UCT che si limita a cercare il ricorrente legittimato, lasciando però il rischio del ricorso sulle sue spalle? E ancora, a quali risultati tangibili ha portato questa strategia? Forse è ora che l’UCT adatti la propria strategia rendendola più efficace. Infatti, la fame di territorio agricolo non riguarda soltanto singole parcelle, ma pure intere aziende come quella della Pampa di discrete dimensioni e con le superfici accorpate attorno al centro aziendale.
3. Interesse preponderante e compenso agricolo: punti centrali del ricorso Ci preme infine sottolineare che i punti centrali di questa battaglia giuridica sono due: la ponderazione degli interessi e il compenso agricolo. L’UCT nei suoi commenti si concentra soprattutto sul compenso agricolo, dimostrando di avere un atteggiamento rinunciatario. Infatti, il compenso agricolo, in particolare quello pecuniario, interviene quando la superficie viene sottratta all’agricoltura. Invece, la vera lotta di un’organizzazione di categoria degna di questo nome dovrebbe concentrarsi sulla possibilità di salvare superfici, non di compensarle con denaro quando sono state ormai sottratte. L’esempio della Pampa è emblematico. Il ricorso è stato vinto proprio perché non è stato dimostrato che l’interesse pubblico legato al golf sia preponderante sull’interesse economico dell’agricoltura. E oggi una tale ponderazione deve comprendere non solo il terreno o l’azienda coinvolte, ma anche il sistema agricolo regionale e cantonale incluse le strutture di trasformazione e vendita. Questa sarebbe la vera battaglia da condurre, poiché il settore agricolo e le attività collaterali potrebbero crollare se prosegue ad oltranza la sottrazione di terreno agricolo e di aziende vitali. Una battagli ardua, ma necessaria perché oggi la sete di territorio agricolo si sta spingendo oltre le zone già urbanizzate e va a toccare anche regioni dove l’agricoltura ha ancora una certa importanza ed è inserita in sistemi delicati che prevedono per esempio il carico di alpeggi o la presenza di strutture di trasformazione. Gli esempi maggiori in questo ambito sono lì da vedere: Golf di Losone, Golf di Monteggio, Golf alpino di Faido, Piana di Ambrì e progetto rose, Piano di Magadino, ecc. L’UCT dovrebbe impegnarsi attivamente su questi fronti. Però, il segretario dell’UCT Cleto Ferrari, commentando la sentenza del TRAM sulla Pampa, dice: “Peccato in quanto se questa problematica fosse stata affrontata a tempo debito oggi magari non ci saremmo trovati in questa situazione e si sarebbero potute magari sviluppare soluzioni alternative”.
Cosa potrebbe voler dire questa frase? Certo che se questa idea fosse sposata da tuttta la direttiva UCT, concorderete con noi che sarebbe lecito nutrire qualche dubbio sulla volontà dell’UCT di conservare il territorio agricolo. Vi ringraziamo per la vostra attenzione e vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Guido Oehen Giovanni Berardi Breno-Sessa, 10-7-2007