Berna – Il prezzo del latte deve aumentare ancora dal primo marzo del 2008. È la richiesta dei Produttori sviz zeri di latte (Psl) la cui assemblea dei delegati si è tenuta ieri a Berna. L’incremento viene giustificato con la tendenza al rialzo constatata nei Paesi limitrofi.
«Il 2007 – ha dichiarato il presidente del Psl Peter Gfeller – è stato un anno di svolta per noi» . «Dopo due riduzioni del prezzo del latte a inizio anno, vi è stata un’inversione di tendenza negli ultimi mesi e i prezzi hanno ricominciato a salire dopo 14 anni di tagli o stagnazione».
I Psl si sono detti sorpresi e contenti che le richieste per un incremento del prezzo siano state accolte
con favore.
«Che una richiesta sia accolta quasi senza batter ciglio non è evidente» , ha spiegato Gfeller.
Finora, in ogni caso, solo un grande acquirente di latte paga ai produttori l’aumento concordato di 6 centesimi. Gli altri hanno tempo fino all’inizio del 2008 per adattare il prezzo al fine di raggiungere i 75 centesimi per chilo di latte. Tuttavia, nonostante l’evoluzione positiva, questi incrementi del prezzo del latte non basteranno ai produttori per sopravvivere quando verranno aboliti i contingenti nel 2009. Da qui anche la richiesta di procedere a un nuovo adattamento nel marzo prossimo.
Gfeller non ha mancato di criticare la ministra dell’economia Doris Leuthard, rea a suo dire di volere un corso sempre più liberale e a buon mercato per l’agricoltura. In particolare, la consigliera federale ha lanciato una campagna contro la presunta «isola svizzera dagli alti prezzi» , ha spiegato Gfeller, associata all’idea di un accordo di libero scambio nel settore agricolo con l’Ue. I produttori temono perdite per 1,2-1,5 miliardi di franchi.
A nome dell’Ufficio federale dell’agricoltura, Manfred Bötsch ha invece dife so la politica della Confederazione. A suo dire, un’intesa con Bruxelles in questo settore avrebbe ripercussioni sull’intera catena alimentare con una riduzione della forchetta tra i prezzi svizzeri e quelli praticati all’estero. A detta del funzionario, un accordo di libero scambio avrebbe come conseguenza un in cremento del Pil di almeno lo 0,5%. Nel la sua esposizione, Bötsch ha anche insistito sull’evoluzione positiva delle esportazioni. Una previsione che vede concordi anche i Psl, secondo i quali l’etichetta “ Suisse Garantie” dovrebbe permettere di stabilire prezzi alla produzione del 10% superiori a quelli in vigore nell’Ue.
Il direttore dei Psl Albert Rösti ha in fine sottolineato l’importanza della costituzione di un pool dei produttori di latte dopo l’apertura del mercato.
Da: Laregione