Nei mesi scorsi non abbiamo vissuto una crisi alimentare. Si è trattato di una pura e semplice speculazione finanziaria. Il prezzo del grano biologico alla Borsa di Bologna è di 29 euro al quintale. Per la stessa quantità, nella campagna agraria scorsa è arrivato fino a 58 euro. D’altra parte, il prezzo del grano convenzionale oggi è sotto i 24 euro al quintale, mentre prima della famigerata crisi alimentare mondiale arrivava a 18 euro il quintale e gli agricoltori italiani avevano semplicemente smesso di coltivarlo perché a quel prezzo non c'è redditività. In questi due anni inoltre i prezzi dei concimi sono aumentati del 100%. Solo quattro mesi fa alla conferenza della FAO ci hanno detto che “non c'è più cibo sufficiente per tutto il mondo”, che i cinesi “si stanno mangiando tutto” e che “se non si raddoppia la produzione da qui ai prossimi anni non c'era futuro per tutti noi ”.
Qualcuno ci può spiegare come solo in 4 mesi c'è talmente tanto grano che il prezzo è letteralmente crollato, con la conseguenza che nella prossima campagna agraria in ben pochi si metteranno a seminare grano?
Una risposta c’è, ed è che ci sono troppi bugiardi prezzolati in giro per il mondo. Bugiardi che vogliono convincerci ad utilizzare inutili tecnologie per portare profitti alle solite note multinazionali dell'agroindustria che - guarda caso - in piena crisi alimentare hanno triplicati i loro utili (si guardi i bilanci di Monsanto ed altri). In un contesto del genere, non aiutano posizioni come quelle di Veronesi, ottimo oncologo, che però si presta a rilanciare dati inesistenti, capaci solo di far arricchire i pochi che controllano le sementi OGM. E’ venuto il momento di cominciare a denunciare chi ha speculato l'anno scorso sui prezzi dei cereali ed ha contribuito a portare all'incredibile cifra di quasi un miliardo le persone che soffrono la fame nel mondo.
Andrea Ferrante - Presidente Aiab


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